Concorsi pubblici senza carta

Ho contribuito ad organizzare un corso di preparazione all’esame di avvocato e nella correzione degli elaborati degli iscritti mi sono reso conto del peso specifico assunto dalla calligrafia nell’economia della valutazione. Si pensi all’esame di abilitazione alla professione forense: i commissari d’esame hanno a disposizione pochi minuti per correggere un elaborato di poche pagine ed è allora evidente che la calligrafia avrà un ruolo importante nella presentazione del compito. Sarebbe allora una RIVOLUZIONE dire basta ai concorsi pubblici che utilizzano la carta e predisporre la possibilità di svolgere il concorso attraverso una postazione dotata di PC Premierebbe il merito e eliminerebbe il problema della conservazione e dello smaltimento della carta Questa rivoluzione potrebbe partire proprio da ROMA dove si svolgono la maggior parte dei concorsi pubblici nazionali (per magistrato, notaio, forze dell’ordine e così via)

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