Corri …… Nello …. corri ! … forse ……..….. altri ti seguiranno ! …..

Lavorare in un ospedale pubblico permette di osservare nel corso degli anni storie bellissime di solidarietà umana, sentimento, abnegazione …… , “senso del dovere“ come, al contrario, comportamenti discutibili, superficiali, a volte, addirittura …. cinici. Ci sono infermieri, medici, operatori sanitari che, dopo anni di lavoro in corsia “ in prima linea “, rispondono ancora con un sorriso alla richiesta di un paziente e si impegnano al massimo “ giorno per giorno “ ! ed altri, al contrario, che vivono le loro “lente e ripetitive” giornate come se si trovassero in un qualsiasi ufficio “pubblico”, come se dovessero solo smistare pratiche “inutili” !

Certo è evidente come il nostro sistema ospedaliero non tenda a gratificare il “merito” , l’ “abnegazione”, l’ “etica” nei comportamenti ma , d’altra parte, questa mancanza di gratificazioni non può e non deve MAI giustificare comportamenti superficiali e,…. potenzialmente “ a rischio” !

A questo proposito voglio raccontavi la storia di Nello (nome di fantasia) ! Quest’uomo svolgeva in ospedale un compito ripetitivo e tedioso, doveva consegnare le circolari e le disposizioni della Direzione Sanitaria. Era un uomo relativamente giovane, sui 40-50 anni, statura media, leggermente curvo sulle spalle, capelli grigi, stempiato, occhi chiari tondi, naso sporgente, dentatura imperfetta. Nella sua camminata leggermente dondolante ricordava l’ andatura di Charlie Chaplin nei film muti di inizio del 900. Lo vedevo percorrere a qualsiasi ora del giorno con passo veloce i corridoi dell’ ospedale; salire le scale, camminare nei reparti di degenza. Si fermava solo qualche minuto per consegnare la posta o per definire la sua prossima tappa, sfogliava con attenzione le carte che aveva sempre in mano, …. poi ripartiva !. Sembrava, nel suo frenetico agire, il Felix aggiusta-tutto od il Super-Mario dei videogiochi. Era sempre gentile e sorridente. La sua efficienza si scontrava in maniera palese con l’ abulia e l’ indifferenza di tanti ! Era paradossale vederlo correre avanti ed in dietro per i corridoi dell’ ospedale davanti ai capannelli di dipendenti che sostavano indifferenti ore ed ore di fronte alla macchinetta del caffè a chiacchierare e discutere ad alta voce delle ferie o di questa o quella disposizione contrattuale ! Era disarmante vederlo perseguire con onestà e senso del dovere il suo “ modesto obiettivo “ mentre altri, molto “più titolati”, ed apparentemente “più motivati”, si intrattenevano a lungo alla mensa od al Bar ! Io lo osservavo con vera ammirazione e mi chiedevo spesso dove trovasse tutta quella energia ! Un giorno, qualche tempo fa, non potei fare a meno di fermarlo per dirgli che apprezzavo il suo impegno e che secondo me rappresentava un esempio positivo per tutti. Lui dopo essersi a lungo schernito, mi faceva capire che riteneva utile il compito assegnatogli e che, in fondo … ! era soddisfatto ed orgoglioso di potersi rendere utile all’ ospedale ! Quindi mi ringraziava e, scusandosi, dopo avere fatto un respiro profondo quasi per riprendere forza, si allontanava velocemente !

Questa storia, apparentemente banale, mette in risalto come molti dei comportamenti “negativi” che si riscontrano nella sanità pubblica non possano (e non debbano) essere giustificati dalla mancanza di motivazioni del personale ma siano, al contrario, la conseguenza di un atteggiamento mentale profondamente errato ! Senza un cambio radicale nel modo di ragionare degli “Attori” del sistema una qualsiasi organizzazione sanitaria è votata a perseverare nei propri problemi e nelle proprie criticità. E’ illusorio infatti, come recita una famosa citazione di Einstein, “ pensare di risolvere i nostri problemi utilizzando la stesso modo di pensare che è stato impiegato quando questi stessi problemi si sono presentati ”. Bisogna quindi agire in ogni modo per forzare un profondo cambiamento della “ forma mentis “ delle persone che operano, non solo nella sanità pubblica, ma a qualsiasi livello della pubblica amministrazione. Ma come ? …. L’ unica via è quella di inserire meccanismi che favoriscano, da un lato, un controllo realmente efficace del personale e dall’ altro una sorta di “ rieducazione culturale “ gratificando in maniera efficace il “ merito “ ma …………… questa è un’ altra storia !!

Quindi, caro Nello, probabilmente non riceverai mai la giusta gratificazione, il giusto apprezzamento ! ma non fermarti !, ….. continua a correre ! e ….. forse …… , come accade al protagonista del film “ Forrest Gamp “che comincia a correre senza una ragione precisa intorno alla sua abitazione ed arriva correndo fin sulle sponde dell’ oceano, …… altri Ti seguiranno !

…… continua ……

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