Fare di Ostia la Miami Beach di Roma

Non si tratta del solito messaggio iperbolico fatto a livello propagandistico. Forse si tratta di qualcosa di irrealizzabile, considerate le difficoltà in cui versa Roma quando si tratta di ideare e implementare un progettocomplessivo, ma la sua realizzazione, per quanto avveniristica, potrebbe essere di assoluto interesse per la città e per il suo porto natale: il Lido di Ostia.

Chi conosce questa frazione di Roma – per i non romani, Ostia fa parte di un municipio cittadino, il X, e non della vecchia provincia, come erroneamente alcuni pensano – sa che, negli anni, ha visto le sue condizioni migliorare, grazie anche a una serie di investimenti mirati, tra i quali spicca il Porto di Roma. Affacciata sul Tirreno, è un’area dove vivono circa 100.000 abitanti, dotata di un lungomare suggestivo e decorato da palazzine in stile liberty, di una delle zone archeologiche più estese e importanti d’Europa nella parte interna (Ostia antica) e della gigantesca pineta di Castel Fusano.

Le potenzialità di una zona del genere, considerato anche il fatto che si sta parlando sempre di Roma e che l’aeroporto internazionale di Fiumicino è a due passi, sono immense e, fino ad oggi, poco valorizzate. Invece, nell’ambito del Piano Regolatore Generale e dei relativi strumenti attuativi, andrebbe redatto un capitolo a parte contenente un progetto serio, smart e avanzato di ammodernamento, ristrutturazione e potenziamento di Ostia.

Il paragone con Miami Beach non è casuale e non solo perché nella cittadina balneare della Florida c’è lo stesso numero di residenti di Ostia. Quel che è successo nella municipalità statunitense è proprio quanto sarebbe auspicabile per il nostro litorale: uno sviluppo urbanistico coerente con l’ambiente e con il benessere umano che ha trasformato un “centro per pensionati” in uno dei luoghi turistici più visitati e amati; anche grazie all’adozione del criterio della “gentrificazione”, da cui è derivata persino una non trascurabile riduzione della criminalità.

Perché non pensare a questo modello per dare al Lido di Ostia il ruolo che le competerebbe nell’ambito del turismo balneare internazionale? Sarebbe singolare che non vi fosse interesse da parte degli imprenditori privati di fronte a un progetto territoriale serio, che combini mare, divertimento, relax, ambiente, cultura e archeologia.

Il tutto senza dimenticare le vie di collegamento dal centro di Roma al litorale. Non bastano Via Cristoforo Colombo, Via Ostiense e Via del Mare. Lo scandalo in cui versa la linea ferroviaria Roma-Lido è inaccettabile. Il progresso sta anche nella dotazione di una moderna e funzionale metropolitana, in luogo degli inefficienti e invivibili treni che partono da Piramide.

In conclusione, gli spazi e gli strumenti ci sono, ma servono buona volontà e serietà. Qualità che deve assolutamente avere chi, dopo le prossime elezioni, amministrerà Roma e, nello specifico, il suo litorale storico: Ostia.

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