Gli Urtisti: antiche professioni tra passato e futuro

Alberto Di Consiglio ci racconta la storia e la vita degli Urtisti, ovvero i venditori ambulanti di Souvenir che hanno vissuto gli ultimi 150 di storia e che oggi rischiano di scomparire.

Alberto mi spieghi l’origine ed il significato della parola “urtista

Innanzitutto, la parola “urtista” deriva dal termine “urto”, riferito al rumore che produceva la cassetta di legnocontenente effigi di santi, Papi e di rosari, portata al collo davenditori di religione ebraica (all’epoca confinati all’interno del Ghetto), autorizzati al commercio con una Bolla papale nel 1800 e che con quel rumore cercavano di attrarre l’attenzione dei Pellegrini in Piazza S.Pietro,a Roma.

Come nasce questo lavoro?

Le licenze di questo gruppo di venditori ambulanti (oggi siamo 112) si sono storicamente tramandate di padre in figlio, passando anche per periodi bui, come l’arrivo dei Nazisti a Roma, che dichiararono da subito gli urtisti abusivi e li misero al bando.

Dopo la guerra, il lavoro tornò ad essere regolare e nella metà degli anni ‘70 dalla cassetta al collo si arrivò ai banchi di souvenir della città.

Per tanto tempo il nostro lavoro si è svolto su piccoli banchi con posteggi a rotazione, in prossimità dei più importanti monumenti di Roma e posso dire con certezza che gli urtisti sono diventati parte dell’immaginario dei turisti.

Che cosa è cambiato da allora? 

Dalla scorsa estate l’Amministrazione Capitolina ci ha allontanatitutti dai monumenti di Roma e, senza alcuna trattativa né ascolto, ci ha collocati in un’unica postazione senza flusso turistico (se vendiamo souvenir, non possiamo farlo lontano dai monumenti!), in Via di S.Gregorio, con un banco molto ridotto nelle dimensioni.

Il nostro lavoro si è azzerato ed oltre 100 famiglie sono senza più mezzi di sussistenza.

Quali sono i motivi del vostro allontanamento? 

Si parla di decoro e tutela delle aree archeologiche,ma a ben vedere, nelle aree dalle quali siamo stati allontanati sta emergendo un importante fenomeno di abusivismo, con gravi ripercussioni sulla sicurezza dei turisti e non solo. Quindi, non c’è stato alcun miglioramento, tutt’altro.

Che cosa chiede esattamente la tua categoria?

Gli urtisti sono ormai mesi che chiedono al Comune di Roma di riesaminare la loro situazione per poter tornare a  lavorare dignitosamente, di poter regolamentare la propria attività e le misure e le forme dei banchi, di poter concordare questi aspetti con l’Amministrazione romana.

Dopo le proteste in piazza, siete riusciti ad avere un incontro per discutere di questi aspetti?

Siamo stati ricevuti dal Prefetto Tronca, che ha promesso di riaprire il tavolo tecnico, in contraddittorio con noi, come riconosciuto anche da un recente sentenza del TAR, che ha accolto in parte le nostre ragioni.

Speriamo di poter tornare presto a lavorare.

Grazie

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