Il Manifesto dell’Associazione

Si vive per insiemi omogenei, per interessi omogenei, per finalità omogenee: categorie professionali, associazioni imprenditoriali, sindacati, comunità, gruppi di pressione, lobbies. Gli avvocati tra avvocati, gli ingegneri tra ingegneri, gli architetti tra architetti, i medici tra medici, i costruttori tra costruttori, i professori tra professori, i manager tra manager, gli impiegati tra impiegati, i calciatori tra calciatori, gli artisti tra artisti, i politici tra politici, i senza tetto tra senza tetto…. Eccetera, eccetera, eccetera.

Si vive verticalmente. E credo che ciò comporti un inevitabile avvitamento della propria personalità, delle proprie capacità, della propria creatività nel ristretto cerchio dei bisogni propri e dei propri simili.

Vivere verticalmente significa anche pensare verticalmente rendendo più complicato coltivare sensibilità diverse.

Vivere verticalmente rende più complicato fare sistema.

Tutti parlano di incapacità di fare sistema. Molti giudicano tale incapacità come uno dei principali problemi dell’assenza di crescita nel nostro Paese.

Nessuno però a mai provato ad analizzare veramente quale sia la reale portata e la più intima causa di tale gigantesco blocco.

Nessuno ha mai provato a scardinare veramente tutto ciò che impedisce al nostro Paese di fare sistema.

Capitale Roma è una rete sociale che propone una diversa visione delle cose. Un diverso angolo della propria sensibilità. Un altro punto di vista.

Capitale Roma propone di disaggregare gli interessi verticali creando reti complementari tra gruppi diversi fuori dalle consorterie, dalle lobbies e da tutto ciò che sia autoreferenziale e protezionistico.

Capitale Roma vuole disintermediare chi si propone per le lobbies collegando i soggetti che hanno veramente interesse a fare sistema.

Ritrovare la propria individualità pensando alla collettività.

Per fare questo ho pensato di partire da una parola evocativa della letteratura marxista ricentrando il suo significato in chiave moderna.

Oggi capitale è un concetto immateriale funzionale ad analizzare i problemi da angolazioni diverse e per questo ancor più funzionale alla logica di un sistema.

Il capitale oggi è umano, fisico, infrastrutturale, relazionale, reputazionale e non solo economico o finanziario.

In fondo cosa c’è di più orizzontale del denaro? Denaro mezzo e non fine, uomo mezzo e non fine, infrastrutture, mezzi e non fine, relazioni, mezzi e non fine, reputazione mezzo e non fine

Proviamo a rischiare guardando le cose da angolazioni diverse e troveremo lo schema giusto per far ripartire crescita e sviluppo.

Proviamo rischiare perché:

“non si può veramente vincere senza rischiare di perdere”…

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