Il trasporto pubblico locale

Il finanziamento del settore e gli investimenti infrastrutturali. Con riferimento al tema del finanziamento del settore del Trasporto Pubblico Locale (TPL), si è evidenziata la necessità di intervenire rispetto alla dotazione del Fondo istituito dalla legge di stabilità 2013, segnalando che il quantum complessivo garantito dal Fondo (circa 4.929 milioni di euro annui a decorrere dal 2013) non garantisce il pieno ristoro delle risorse del settore rispetto ai tagli operati negli ultimi anni. Si è rilevata, da più parti, una dotazione «inferiore agli stanziamenti del 2011 (- 148 milioni di euro) e del 2010 (-300 milioni di euro)», risultando così «assolutamente insufficiente per far fronte, oltre agli oneri derivanti dai contratti di servizio in essere, alle spese per il rinnovo del materiale rotabile ferro/gomma, per la manutenzione straordinaria delle infrastrutture, per l’innovazione tecnologica e per il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro». L’auspicio richiamato da diversi soggetti, al fine di garantire un ristoro completo rispetto alle decurtazioni precedenti, è quello che la dotazione del fondo dovrebbe essere elevata da 4.929 milioni di euro a 6.330 milioni di euro. La Conferenza delle regioni e province autonome ha rilevato numerose criticità del Fondo, tra le quali il contrasto con la giurisprudenza costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità dei finanziamenti a destinazione vincolata in materie di competenza regionale e l’inadeguatezza dell’accisa sulla benzina, tributo scarsamente dinamico e in costante riduzione a finanziare un servizio come il trasporto pubblico locale. Sempre sul tema del finanziamento, si è anche proposto, da parte dell’ANCI, un’esclusione tout court delle spese per il trasporto pubblico locale dai vincoli del patto di stabilità interno. Il tema del finanziamento del settore si intreccia con quello della necessità di investimenti infrastrutturali. Da più parti è stata sottolineata la vetustà del parco veicoli italiano, con un’età media di oltre 11 anni rispetto alla media dei principali Paesi europei di 7,7 anni. In questo quadro, si sono segnalate le opportunità offerte da una diffusione nel settore del “project financing” per consentire la partecipazione di investitori privati anche per la realizzazione di infrastrutture. Si è anche sostenuto che i trasporti dovrebbero essere orientati a favore della mobilità ecologica e alternativa e dell’utilizzo della tecnologia “dual fuel”. Questa tecnologia consente infatti la conversione di mezzi alimentati a gasolio rendendoli atti all’utilizzo di un’alimentazione mista diesel/metano (in tal senso si segnalano alcune esperienze-pilota incoraggianti: l’Azienda trasporti di Verona; Umbria mobilità; all’estero l’Azienda trasporti di Madrid). Inoltre, si è rilevata l’opportunità di una norma di interpretazione autentica che consenta a tutte le regioni la possibilità di utilizzare allo scopo le risorse del Fondo sviluppo e coesione.

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