Intelligent building 2

I recenti problemi di elevati tassi di polveri sottili pongono fortemente il problema di avviare provvedimenti strutturali con l’obiettivo di realizzare una forte diminuzione del livello di inquinamento della città.

Roma deve avviare una “Strategia smart” con l’obiettivo di aumentare il livello di qualità della vita, abbattere le emissioni inquinanti, diminuire i livelli di consumi energetici anche grazie alle innovazioni tecnologiche ed alla rivoluzione digitale oggi consentono.

Prendiamo ad esempio il tema degli edifici intelligenti, il cosiddetto “intelligent building”.

Con il termine Intelligent Building si intende un edificio in cui gli impianti in esso presenti sono gestiti in maniera integrata ed automatizzata, attraverso l’adozione di una infrastruttura di supervisione e controllo degli impianti stessi, al fine di massimizzare il risparmio energetico, il comfort e la sicurezza degli occupanti, e garantendone inoltre l’integrazione con il sistema elettrico di cui il building fa parte.

Tale infrastruttura di supervisione e controllo abilita la gestione integrata ed automatizzata degli impianti presenti all’interno degli edifici (impianto di illuminazione, di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria, etc). Essa è costituita da un «sistema hardware‐software» che integra il funzionamento degli impianti, abilitandone la mutua comunicazione, in modo tale che ogni variazione dei parametri di funzionamento di un singolo impianto possa determinare un’azione di regolazione dei dispositivi installati sull’impianto stesso e/o su quelli installati negli altri impianti con esso comunicanti. Ciò rappresenta la differenza sostanziale di tale infrastruttura rispetto ai sistemi di building automation “tradizionali”, i quali automatizzano il funzionamento di singoli impianti (ovvero senza la mutua comunicazione tra tali impianti).

L’evoluzione dell’attuale sistema elettrico verso il paradigma Smart grid passa non soltanto dalla “smartizzazione” della rete elettrica, ma anche dal rendere intelligenti i diversi “nodi” della rete, primi fra tutti gli edifici, ad oggi responsabili di una quota piuttosto rilevante dei consumi energetici e che, per di più, ospitano crescenti quantità di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il patrimonio immobiliare di Roma è vasto e variegato (Residenziale / Pubblica Amministrazione / Ricettività / GDO / Uffici) con una dispersione energetica molto elevata. Le ultime norme emanate – il D.L. 4 giugno 2013, n° 63 che recepisce la Direttiva Europea (EPBD II) sulla prestazione energetica degli edifici – prevede che dal 1 gennaio 2019 gli edifici di nuova costruzione occupati da Pubbliche Amministrazioni e di proprietà di quest’ultime dovranno essere edifici ad energia quasi zero. Questa disposizione sarà estesa a tutti gli edifici di nuova costruzione a partire dal 1 gennaio 2021.

Inoltre l’obbligo di realizzare edifici ad energia quasi zero (NZE) Nearly Zero Energy Building (edificio ad altissima prestazione energetica, nel quale il bilancio tra energia consumata ed energia prodotta è prossimo allo zero e sono minimizzati i consumi legati al riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, illuminazione e produzione di acqua calda sanitaria) è prescritto nel DM 26/06/2015 che definisce il livello minimo di automazione per gli edifici ad uso non residenziale di nuova costruzione o sottoposti a ristrutturazioni importanti (interventi che interessano almeno il 50% della superficie disperdente dell’edificio).

Ovviamente vi sono rilevanti costi di investimento iniziale per l’implementazione degli edifici, che tuttavia si ripagano nel corso della sua intera vita utile. Inoltre si possono prevedere agevolazioni e /o facilitazioni, in particolare:

  1. collegare la concessione di nuove autorizzazioni a costruire all’obbligo del rispetto della Direttiva Europea EPBD II;

  2. definire un sistema di agevolazione indiretta (sconto su IMU e TASI);

  3. utilizzare parte delle risorse comunitarie stanziate per concedere incentivi finanziari (contributo o finanziamento agevolato) volti alla ristrutturazione energetica degli edifici esistenti;

  4. definire accordi con i fornitori di impianti al fine di concedere sconti per l’acquisto di quest’ultimi.

Favorire e supportare investimenti in questo segmento porta da un lato a vantaggi economici nel medio periodo (minori consumi di energia fossile) e, dall’altro, vantaggi nel breve legati al minore livello di inquinamento che produce un minor impatto di spesa pubblica se pensiamo soltanto all’abbattimento di malattie indotte da curare.

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