Le Olimpiadi a Roma: una partita da giocare (e vincere)

“Citius! Altius! Fortius!”. Tre semplici superlativi che hanno reso il motto olimpico un brocardo scolpito nei secoli della società globale, sportiva e non. Tre aggettivi che, mai come adesso, sembrano costituire un monito e, al contempo, uno stimolo per una città che ha urgentemente bisogno di riscoprire le parole “efficienza”, “legalità”, “spirito di squadra”.
Sta muovendo i primi passi, in questi mesi, il Comitato Promotore del CONI, proponendo, quali pilastri della candidatura, il concetto di Olimpiade quale strumento di marketing in grado di rivitalizzare economia e turismo e la segmentazione della manifestazione in più eventi localizzati per l’Italia intera ed attraverso infrastrutture riutilizzabili e sostenibili a livello economico e ambientale.
Un investimento, dunque, futuribile e opportuno, in grado di rappresentare un’opportunità valida per abbattere quel muro di diffidenza che, seppur comprensibile, troppo spesso ha inficiato le scelte politiche e culturale del nostro Paese, smorzando sul nascere l’istinto del “fare”.

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