L’etica….la “stella polare” dei comportamenti in sanità

E’ una storia accaduta molti anni fa e con questa vorrei introdurre il mio Speaker Corner. Non si tratta di una “storia “ dalla quale possano emergere proposte concrete sul miglioramento dell’ Etica in sanità. Queste seguiranno ….! ed avremo tempo di parlarne! …. Ho voluto descrivere questa mia esperienza personale per prima perché ha condizionato significativamente, da allora, il mio modo di concepire la professione di chirurgo!

Ero un giovane medico ! Dopo la laurea e la specializzazione aspettavo ….. come tanti altri colleghi miei coetanei, l’ irraggiungibile “posto” all’ università, ed intanto frequentavo un Dottorato di Ricerca. La “ricerca” mi appassionava ma….. in qualche modo dovevo pur sbarcare il lunario!!. Il mio capo di allora mi aveva inserito nelle guardie di una prestigiosa clinica privata di Roma. Non era certo un lavoro coinvolgente!, qualsiasi problema, anche di lieve entità, andava riferito “immediatamente” al medico curante del paziente. Di quel periodo ricordo, più le chiacchierate con gli infermieri, i vassoi della cena e le lunghe serate passate davanti alla TV in attesa di una improbabile chiamata che la mia attività clinica! Non era certo una situazione, per così dire, formativa! Anzi! …. al contrario! quella attività “monotona, ripetitiva, di scarsa responsabilità” ma “ben retribuita” mi stava allontanando dal rapporto “umano” ed “etico” con il paziente ed i suoi familiari!.

 In fondo pensavo:  “non è compito del medico di guardia,  chiarire le problematiche al paziente, rassicurare e spiegare ai familiari la situazione! ………  “ci sono i medici curanti pagati  per questo“ “… mi ripetevo: “ io sono solo il medico di guardia; sono qui solo per le emergenze assolute!” ,….. ma! …., come a volte accadde nella vita, … anche dalle situazioni apparentemente meno stimolanti ……. si possono trarre profondi insegnamenti!  

Una sera ero particolarmente svogliato e speravo di non ricevere chiamate, di potere rimanere in stanza fino al mattino seguente! Ricevo invece, intorno all’ora di cena, con vassoio già apparecchiato, una telefonata, … Il marito di una paziente vuole informazioni, i medici curanti non sono in clinica!. Salgo a piedi i piani che mi dividono dalle stanze di degenza. Entro nella prima stanza della corsia dove è accesa la luce di allerta con una idea fissa ….  penso: “ ma cosa ne so io , “ “.. perché vengono a chiedere proprio a me notizie ?“  ….. un uomo si alza al mio ingresso …  è un signore anziano, sui 70 anni, distinto, stempiato con i capelli bianchi e gli occhi azzurro chiaro, quasi grigi.  Guarda con amore, ed insieme con compassione, la donna distesa sul letto che sembra addormentata. L’ uomo mi chiede informazioni, io non conosco nulla del caso,…  biascico qualcosa e poi esco dalla stanza con una scusa. Chiedo qualche notizia all’ infermiera !, leggo rapidamente la cartella clinica. La paziente ha una malattia neoplastica terminale ed è sottoposta a cura palliativa. Sto per riferire tutto al marito per poi tornare in stanza e magari … cenare e mettermi a letto …. quando l’uomo, prima che potessi parlare, quasi sapesse già cosa sto per dirgli,  mi invita a sedermi in un piccolo salottino con lui e comincia a raccontarmi di sua moglie. La sua voce è ferma ma rotta dall’ emozione, lo sguardo intenso ma triste. Mi racconta della loro vita, dei loro ricordi, delle battaglie che hanno affrontato e vinto insieme, dei figli che sono lontani per lavoro, della malattia. Ogni situazione sia bella che brutta è descritta con la stessa passione, lo stesso amore. Io mi sento sempre più stupido a non avere capito quanto in quel momento avesse bisogno di una parola di conforto! Il tempo passa ma io non me ne accorgo,….  ascolto rapito le parole di quell’ uomo che non conosco, ogni tanto aggiungo qualche parere medico ….. ma la maggior parte del tempo rimango in silenzio ……. . Comincia ad albeggiare.. , … una luce sempre più intensa entra dalla finestra della clinica. Il mio interlocutore mi saluta con gentilezza senza chiedermi nulla e mi ringrazia …..  ma di cosa?…  mi chiedo.. forse solo di averlo saputo ascoltare, penso! . Torno lentamente in camera, scendo le scale…. il televisore è ancora acceso. Rimango a lungo a pensare seduto sul letto ….. capisco quanto fossi stato stupido e superficiale fino a quel momento. Mi sento cambiato!

Il ricordo di quella notte è rimasto da quel giorno dentro di me ! Spesso ancora oggi ripenso a quella persona che non ho più visto, a quella notte in clinica! Questa esperienza mi ha insegnato come un medico, un chirurgo, non è solo un tecnico…. , come un elettricista, un idraulico od un meccanico,…. ma deve vivere la malattia, la sofferenza, la guarigione ed, anche la morte…. , con ed insieme alle persone che si affidano a lui.

Un comportamento umano ed ETICO è infatti alla base per costituire un rapporto di fiducia e collaborazione fra medico è paziente e, se non può portare sempre alla guarigione, può aiutare profondamente il paziente ed i suoi familiari a capire ed accettare la malattia.

Proprio per questo sono convinto che i comportamenti ETICI debbano sempre rappresentare “ La stella polare “di chi agisce a qualsiasi livello nelle professioni sanitarie! …..  continua ……..   

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