l’Uso dei materiali riciclati in Edilizia

I temi del rispetto ambientale, dei costi energetici in continua crescita, la consapevolezza diffusa del cambiamento climatico in atto, e del riscaldamento globale, hanno fatto guadagnare, e diffondere con un trend di crescita a livello europeo e mondiale molto elevato, le costruzioni secondo la metodologia Green Building.

Le costruzioni infatti hanno un profondo impatto sull’ambiente naturale,  e migliorarne le performance ambientali, oggi è un priorità, per fare fronte alle sfide del cambiamento climatico.

Lo scopo di una Green Building, è quello di non danneggiare l’ambiente, riducendo in maniera significativa o eliminando del tutto l’impatto degli edifici, sull’ambiente e sugli occupanti la costruzione, armonizzandosi con il contesto, questo avviene, utilizzando strategie passive, come l’energia solare, l’acqua rigenerata, i materaili da costruzione, locali e naturali, senza dimenticare le fonti rinnovabili di energia.

Oggi l’edilizia, è al centro di problemi di sostenibilità a livello mondiale, perché produce il 40% di emissioni di CO2, è responsabile dell’utilizzo  del 35 % di risorse ambientali, è responsabile del 38% dei rifiuti, ed ha un impatto sulla salute umana con la sindrome dell’edificio malato, il Green Building, è stato creato, per fornire al mercato edilizio, uno strumento in grado di orientare, la costruzione e la progettazione, di edifici ecocompatibili, utilizzando prodotti verdi, che contribuiscono ad un ambiente sano e sicuro per l’uomo e la natura, riducendo l’impatto ambientale, quando  i materiali sono utilizzati o distrutti.

Il Green Building standardizza una metodologia, misurabile di ciò che è un prodotto verde, migliora la performance ambientale nel tempo, incoraggia lo sviluppo di prodotti verdi tra i produttori, sensibilizza l’opinione pubblica, trasforma il settore dell’edilizia verso la sostenibilità, recupera e ricicla minerali naturali, riduce il CO2 nell’aria, ha un uso ridotto di sostanze nocive, migliora l’efficienza energetica e ha fine vita e tutto riciclabile, il tutto è regolamentato dai protocolli di progettazione e certificazione, degli edifici, come il metodo britannico (breeam), quello statunitense (leed) o il protocollo Itaca, con i relativi metodi di lavoro (Iisbe Italia), insomma la classificazione energetica degli edifici, a cui si fa generalmente riferimento, quando si parla di edilizia ecosostenibile coglie solo un aspetto.

Non ci sono solo le costruzioni esterne con materiali riciclati, ma anche l’arredamento interno, è un mondo da seguire.

La maggior parte di noi, conoscerà sicuramente il compost ed il suo utilizzo in giardino, ma lo sapevate che il compost, può anche svolgere un ruolo nella produzione di mobili ecosostenibili?, ma non solo, con i pellet si creano panche per esterni, ci si possono arredare le stanze, dalle cassette dei mercati di frutta e verdura si può fare mobilio interno, anche la natura da il suo contributo, sono sempre più richieste le fibre tessili, per la casa, che sono ormai realtà, basti pensare, a tappeti, tende, inoltre ci sono anche le fibre tessili vegetali, basti pensare che con il fico d’india,  viene fatto del piccolo mobilio da interni, questa è una risposta, al problematico boom di fibre sintetiche, le fibre naturali come quelle animali, vengono già oggi valorizzate e lanciate nel mercato, in un clima di eco sostenibilità e riscoperta della naturalità, queste fibre sono composte da cellulosa, che insieme alla lignina, donano al materiale, elasticità, tenacità, resistenza e rigidità, tra tutte il Cotone, Kapok, Lino, Canapa, Bambù, Juta e Banana.

Visto l’abnorme distruzione del verde, e la sua trasformazione in cemento, per la costruzione di case, di quartieri dormitorio senza servizi, senza viabilità, almeno si potrebbe imporre l’uso dei materiali riciclati per le nuove costruzioni?, almeno i “palazzinari” avrebbero anche un ruolo sociale.

In Belgio i container abbandonati nel porto di Anversa diventano un business, grazie a materiali ecosostenibili, diventano camere da letto, bagno e spazio pranzo.

Sarebbe stupendo e realmente possibile, visti i terreni rubati al verde causa la grande costruzione edilizia che sta facendo diventare Roma sempre più grande, e non da adesso, in particolare nelle periferie, dove ormai si è arrivata a Tivoli come ad Ostia, che almeno si obblighi attraverso una normativa la costruzione di nuovi quartieri e di nuovi casi all’escluso uso di materiali riciclati, sarebbe meraviglioso se la nuova amministrazione si doti di tale strumento normativo.

 

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