Quartieri polveriera? Arrivano i nuovi artificieri dei conflitti sociali

Non tutti conoscono l’art. 1 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che dispone che gli ufficiali di pubblica sicurezza – che operano attraverso gli agenti di pubblica sicurezza – provvedono alla bonaria composizione dei dissidi privati, invitando le parti a comparire innanzi ad essa entro un termine congruo per il tentativo di conciliazione. Tale disposizione fu ben interpretata dal Capo della Polizia nel 1961, Angelo Vicari, il quale per avvicinare la polizia, senza intermediazione alle fasce più deboli della società, lanciò lo slogan “La Polizia al servizio del cittadino” che divenne la via maestra da seguire nell’espletamento dell’attività di polizia. Bisogna ripartire proprio da questa pietra miliare per fare in modo che anche il personale della polizia municipale al quale viene attribuita ad personam la qualifica di agente di pubblica sicurezza divenga il nuovo corpo di “artificieri dei conflitti sociali” soprattutto all’interno dei nostri quartieri dove i fenomeni migratori hanno determinato coabitazione, ma non integrazione. Se il Comune di Roma non vorrà divenire una polveriera pronta ad esplodere nei prossimi anni dovrà provvedere ad istituire questo nuovo servizio speciale.

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