Salviamo i Mercati Rionali

Il mercato storicamente è sia luogo, sia il momento dove si incontrano domanda ed offerta, i mercati appartengono veramente a tutti i tempi ed a tutte le latitudini, rappresentano sempre un elemento caratterizzante delle città.

Dagli inizi del 900 ad oggi, a Roma sono state istituite più di 130 sedi pubbliche di mercati rionali, che hanno svolto negli anni una funzione di distribuzione alimenti sul territorio.

Già nell’antica Cina vi erano banchi ambulanti, nel Medioevo i mercati si stabilizzarono, creando quartieri specializzati nei vari generi di bottega, il mondo islamico invece ha i bazar, cioè una associazione di negozi e di laboratori raggruppati secondo l’affinità merceologica.

L’Idea di mercato come edificio, è da ritenersi, prima greca poi romana, si identifica non a caso, con l’Agora, cioè il centro cittadino.

L’Ottocento, sarà il secolo d’oro per il mercato coperto, grazie alla crescita delle metropoli, che determinano un aumento della domanda, grazie alla sua capacità attrattiva, ancora oggi, la presenza dei mercati è un fattore qualificante per il commercio cittadino.

La prima normativa in materia di servizi pubblici risale alla L. 103/1903 modificata dal R.D.3074/1923 e dal R.D. 2578/1925, la quale prevedeva che i comuni, potessero assumere nei modi stabiliti dagli stessi, l’impianto e l’esercizio dei pubblici servizi, attualmente l’art. 112 del D.Lgs 267/2000, prevede che gli enti locali, provvedano alla gestione di servizi pubblici, che abbiano per oggetto, la produzione di beni e attività rivolte a realizzare fini sociali ed a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali, i mercati inoltre rientrano nella tipologia dei cosiddetti servizi pubblici a domanda individuale, cosi definiti dal D.M. 31/12/1983, per i quali i comuni, sono tenuti annualmente ad approvare le tariffe dei singoli servizi.

La riforma della disciplina relativa al settore del commercio, adottata con D.Lgs. 31 Marzo 1998 n. 114, comprende i mercati come commercio al dettaglio su aree pubbliche, si definisce mercato: l’area pubblica o privata composta da più posteggi, e destinata all’esercizio di attività, analoga definizione è stata ripresa nella legge regionale n. 33 del 18/11/99.

E compito delle regioni, stabilire sulla base di caratteristiche economiche, i criteri generali ai quali i comuni si devono attenere per la determinazione di aree di posteggi, da destinare allo svolgimento dell’attività, per l’istituzione, la soppressione o lo spostamento, è del comune invece, la competenza a stabilire sulla base delle disposizioni della Regione l’ampiezza delle aree da destinare all’esercizio dell’attività.

In base all’art.33 della L.R. 33/1999, stabilisce che la Regione, è tenuta ad adottare ogni tre anni, un documento programmatico per il commercio su aree pubbliche, il commercio su aree pubbliche, può essere esercitato su posteggi dati in concessione, itineranti e nelle fiere.

La Regione Lazio nonostante la prevista periodicità triennale, ha approvato,  un unico documento programmatico, n. 139 del 19/02/2003, che suddivide i mercati in quotidiani, settimanali, mensili, stagionali ed in riferimento alla merceologia, in alimentari, non alimentari, misti e specializzati, ed in riferimento alla struttura, in scoperti mobili, scoperti fissi, coperti e coperti con box, è compito dei comuni il determinare orari e la fruibilità.

Per l’esercizio del commercio, è necessario ottenere una autorizzazione, che può essere rilasciata a persone fisiche, ad Srl, ad SpA o a Cooperative, l’autorizzazione deve essere rilasciata dal comune, ove a sede iol relativo posteggio, il quale viene rilasciato contestualmente all’autorizzazione, i comuni trasmettono alla regione gli avvisi pubblici comunali con l’indicazione di numero dei posteggi, l’avviso comunale deve contenere: elenco dei posteggi, dimensioni e caratteristiche, l’elenco per i produttori agricoli, ed il comune rilascia la graduatoria sulla base dei criteri del documento programmatico.

Il Comune di Roma, con la D.C.C. n.35 del 06/02/2006, precisa che l’autorizzazione viene rilasciata dal municipio nel cui territorio, è ubicato il posteggio, con essa si rilascia anche il posteggio, è la relativa autorizzazione peri posteggi vacanti, le autorizzazioni hanno validità decennale e sono tacitamente rinnovate.

I produttori agricoli devono tuttavia, annualmente, con idonea certificazione, comunicare il mantenimento della qualità di produttore agricolo.

Il Ministro della salute, con ordinanza del 03/04/2002, ha disposto i requisiti igienico-sanitari, per le aree pubbliche e per le singole strutture, come detto i mercati, rientrano nella tipologia dei cosiddetti “servizi pubblici a domanda individuale”, i costi di gestione sostenuti dal comune di Roma negli ultimi 5 anni cosi come le entrate, sono andati calando, passando dai 2,5 milioni di euro nel 2007, ad 1,8 nel 2011, a Roma, ci sono, 45 mercati piccoli, 44 medi e 40 grandi.

Tramite Risorse per Roma SpA, nel 2009 vi è una operazione di rilancio da parte di Roma Capitale per i mercati rionali, attraverso la verifica della trasformabilità urbanistica di 66 strutture annonarie e, una prima criticità a parere dell’agenzia, è, la mancanza di una aggiornamento del documento programmatico della Regione Lazio, vi è inoltre una mancanza della funzione normativa e regolatrice delle istituzioni preposte, basti vedere la lunga e complessa procedura per l’assegnazione dei banchi vuoti, se a questo aggiungiamo i costi burocratici, si capisce bene perché molti banchi che chiudono, vuoi per l’anzianità di chi vi lavora, vuoi per la crisi, non riescono a tornare alla luce, cosa che invece occorrerebbe aggiustare subito, per una più vasta offerta, per dare posti di lavoro,e per rallegrare mercati sempre più spenti e vuoti.

Perché non dare in gestione il banco a giovani che hanno voglia di creare una attività?, magari con il metodo  Startup, visti anche i costi e gli affitti dei locali commerciali, uscendo anche dagli standard merceologici dei mercati, ed abbattendo la burocrazia.

Occorre rendere più moderna l’offerta nei banchi, per esempio box che vendano viaggi o assicurazioni, box di ristorazione, box per alimenti biologici ed equosolidale, e magari la creazione di un portale comunale, per la vendita di prodotti con consegna a domicilio.

Insomma non facciamoli morire, nell’antica Roma centinaia e centinaia di anni fa, erano il centro non solo economico della città, oggi nel 2013 si dovrebbe progredire, invece si stanno spegnendo, dimenticando, quel ruolo sociale ed economico che avevano.

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