Un Tevere vivibile

Il tema della riqualificazione fluviale è ormai un leitmotiv ricorrente in gran parte delle dichiarazioni strategiche che stanno alla base di piani e progetti, di trasformazioni urbane degli ultimi anni, troppo spesso però tali politiche, si traducono in interventi che si limitano a ridisegnare il margine tra città e fiume, anche con elementi significativi, senza però intervenire sulla struttura urbana e tanto meno sull’ecosistema fluviale.

Percorrendo il fiume si coglie spesso, il suo essere espressione di una comune identità storica, culturale, architettonica e paesaggistica.

Al tema fiume è possibile attribuire, una diversità di significati: il fiume come difesa di castelli, città, territori, ma anche come rischio da cui difendersi, e come elemento di frontiera o limite amministrativo tra stati e regioni, e come luogo di attività produttive di svago e tempo libero.

Il progetto Planum, svolto dalla Società Italiana Urbanisti, pone il problema della valorizzazione territoriale, ecologica e culturale del fiume, gli aspetti prioritari nel progetto, al fine di un recupero del fiume sono: il recupero di situazioni di degrado delle fasce fluviali e la realizzazione di rete ecologiche, la gestione delle fasce di esondazione e la salvaguardia delle zone a rischio idraulico, la tutela della qualità della risorsa idrica, la realizzazione ed il recupero di attrezzature nella fascia di esondazione, il progetto inoltre mira alla valorizzazione delle potenzialità di parco urbano, all’ampliamento della riserva Valle dell’Aniene, ed alla conessione con altri nodi ecologici, come il Parco Nazionale Regionale di Aguzzano e la zona della Cervelletta, i quartieri coinvolti sono il Municipio V (Colli Aniene a sinistra, Ponte Mammolo a destra).

Soprattutto il progetto, cerca di rispondere a determinate esigenze, come un presidio del territorio, servizi e socialità, fa parte del progetto, anche la individuazione, di aree destinate all’agricoltura urbana ed agli orti didattici e di quelli terapeutici, queste sono arre che possono essere fruite da scuole, o per il recupero di categorie più deboli, come anziani, disabili o i carcerati del vicino carcere di Rebibbia.

Insomma è possibile fare una bella cosa affinché il fiume viva, perché non fare partire Startup con licenza venti novennale data dal comune con apposito bando? il fiume, come detto, può avere anche un ruolo di svago e commerciale, anche qui si potrebbe usare, lo stesso sistema e gli esempi ci sono.

A Milano, il Refel di Porta Romana, ha organizzato, una “serata sulla spiaggia”, si chiamava “Feeling Summer”, costata circa 400 euro tra intrattenimento e materiali, il dehors invece è stato addobbato a costo zero, con ombrelloni e sdraio, ma non solo in Italia, da Berlino arriva il beach bar, sabbia fine, palme, sedie a sdraio, ombrelloni, sembra di essere ai caraibi ma è Berlino, ma non c’è solo il Deck5, ci sono anche altri beach bar nei parchi ed in riva al fiume.

 

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